Un'ultima cosa by Concita De Gregorio

Un'ultima cosa by Concita De Gregorio

autore:Concita De Gregorio [Gregorio, Concita De]
La lingua: ita
Format: epub
editore: Feltrinelli Editore
pubblicato: 2022-11-18T12:32:10+00:00


Sfruttare l’inferno

Io non sono del vostro tempo. Non vi ho visti.

Voi sì?

Eravate al mio funerale? Io non vi ho visti.

Ho vissuto nel futuro anteriore.

Sono vostra contemporanea, da morta.

Contemporanea, ma postuma.

Si scriva: Olga Carolina Rama

Carol Rama

Artista. Autodidatta. Torinese

Quella che usava, per le sue opere: stole di pelliccia rasoi corone di alloro scopini del cesso

Merda

Dentiere sessi esposti arti amputati peni flaccidi peni eretti

Serpenti

Anguille camicie di forza scarpe eleganti. Camere d’aria sgonfie. Bocche. Ghirlande di fiori. Usignoli. Labbra

Gonfie

Ho avuto fortuna. Anziché essere una donna pettegola o indecifrabile, fragile e degna di cure, o rompipalle. Io disegnavo.

Una fortuna incredibile

Non vi piacerò. Non mi dispiace

È sempre andata così. Pazienza. Pazienza per voi, dico.

Tirano bombe di carta, lì fuori. Scrivono manifesti coi loro nomi.

Sono esibizionisti. Vogliono la patente di disturbatori per vantarsene, essere martiri per farne la loro gloria.

Ma se conviene, il martirio, che sacrificio è? Che eroi sono?

Il senso del peccato è stato il mio maestro

Sono. Donna senza uomo, donna senza figli

Sono sposata con la pittura

(Le artiste hanno una vita più semplice delle mogli casalinghe. Le artiste sembrano più giovani della loro età, non fanno fatica in casa, riposano e, se hanno un po’ di talento, guadagnano. Ne basta pochissimo. Essere sola è una delle cose migliori della vita.

Posso riflettere studiare sognare, suscitare l’entusiasmo e la repulsione altrui. Sempre da sola. È fantastico.)

Sono brutta. Ma i difetti per come la vedo io non esistono.

Sono un’invenzione della società, un’invenzione di gente crudele.

E poi. Da vecchia essere brutta è più facile.

Soffriamo tutti di una malattia di cui cerchiamo la cura.

La mia cura è la pittura.

Dipingo innanzitutto per guarire me stessa.

A volte, di rado, anche le persone che osservano – se sono sulla stessa lunghezza d’onda, per caso – possono guarire.

È molto importante – questo sì – avere un lato criminale.

Ho sempre amato le persone e gli oggetti che vengono rifiutati. Scartati, espulsi.

E i feticci. Mi piace l’idea che i corpi possano essere usati per decorare uno spazio, come fiori. Opere di carne.

Il sesso

(Gli uomini sono molto fragili ma devono dimostrarsi molto forti, e cadono in depressione. Per avere stima di sé devono godere di popolarità a livello sociale. Le donne sono più intelligenti, molto acute. Ma possono essere maligne. Se scoprono una donna più astuta di loro, per esempio, vanno nel panico.)

Pasolini era bello, intelligente affascinante. Ma. Aveva paura di morire giovane

Warhol era brillante. Complicato. Sfuggente

Man Ray era timido, la timidezza lo tormentava. Aveva paura di non piacere a nessuno

Picasso mi ha regalato un gancio a forma di cazzo – forse per offendermi, o provocarmi. Allora ne ho fatti fare trenta, uguali. Così li uso, i ganci, e lo uso, Picasso

Sanguineti era colto

SI PUÒ ESSERE LIBERI SOLO SE SI È COLTI

(Ho sempre paura di deludere le persone a cui piaccio.

Piaccio sempre per poco, che sfortuna.)

Lo so, sto divagando e voi volete sentire la mia storia

La mia biografia, certo

Allora, ripeto. Ho avuto un padre suicida, una madre in manicomio.

Non ho mai potuto frequentare gente normale.

Non mi sono mai sentita a mio agio in un ambiente borghese.

Non vengo da un’educazione artistica.



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